27 febbraio 2008

Siamo vicini all’epilogo del CCNL Agenzie Fiscali

Il 25 febbraio all’Aran ci sarà il preoccupante epilogo del CCNL Agenzie Fiscali.
Lo scenario degli ultimi giorni è di una resa incondizionata delle organizzazioni sindacali che sigleranno il contratto.
Tutto ciò sull’aberrante altare delle elezioni politiche, per non disturbare il/i manovratori della campagna elettorale, i partiti e per non scalfire le nuove melasse di partiti vecchi e nuovi.
E intanto la “qualificante” piattaforma sindacale per il contratto, ogni giorno che passa vede uno a uno cadere tutti i punti basilari.
Se per la parte salariale, in ossequio all’accordo di maggio 2007 che sin dall’inizio abbiamo ribadito essere miserrima (11 euro lordi per tutto il 2006, 39 euro per il 2007 e circa 60 euro dal 31-12-2007), non si è mai smosso chiodo, sulle altre richieste che dovevano essere “la madre di tutte le battaglie” piano piano, giorno dopo giorno, trovando la controparte evidentemente irremovibile si è preferito, a fronte della mobilitazione dei lavoratori negli uffici, rimettere la gran cassa in soffitta, sino ad abbassare il profilo della sacrosanta protesta, per arrivare “sotto traccia” all’incontro probabilmente risolutivo del 25 febbraio.
E, quindi, anche i “grandi presidi” che erano stati precedentemente organizzati sotto l’Aran ed altre iniziative sono state cassate.
E, quindi, molto probabilmente dal tavolo contrattuale uscirà il disastro totale, forse con un leggero “addolcimento sperimentale” della detrazione per malattia, mentre per il resto – stabilizzazione del FUA in paga base e indennità di amministrazione pensionabile – registriamo l’ultima pericolosa proposta sindacale (che abbiamo trovato in un dispaccio confederale da libro Cuore), di mercanteggiare la stabilizzazione dell’indennità di amministrazione con altri sperequativi passaggi di fascia economica, forse per indorare la pillola.
Questo contratto e i contenuti che ne deriveranno sono irricevibili, e, dopo quasi 27 mesi di ritardo, l’alibi del governo che non c’è, ormai non regge più.
La responsabilità di quest’ultima beffa per il personale finanziario, lo diciamo chiaro, sono di un’amministrazione sempre più spavalda sulla strada dell’aziendalizzazione e della gestione privatistica (vedi le vicende ultime della procedura art. 18 all’Agenzia delle Entrate) e di chi insieme a loro ha creduto e appoggiato questa “trasformazione”.
Nessuno sconto alle organizzazioni sindacali che hanno sostenuto questo processo e che sigleranno il contratto.
Ma nessun alibi neanche a chi, dopo tanto bau bau, se la caverà con qualche firma “tecnica” o con qualche roboante nota a verbale.
Ci stiamo preparando al massimo di controinformazione tra i lavoratori contro la firma di un contratto catastrofico!

24 febbraio 2008

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Qualche istantanea cobas...

Siamo vicini all’epilogo del CCNL Agenzie Fiscali

Il 25 febbraio all’Aran ci sarà il preoccupante epilogo del CCNL Agenzie Fiscali.
Lo scenario degli ultimi giorni è di una resa incondizionata delle organizzazioni sindacali che sigleranno il contratto.
Tutto ciò sull’aberrante altare delle elezioni politiche, per non disturbare il/i manovratori della campagna elettorale, i partiti e per non scalfire le nuove melasse di partiti vecchi e nuovi.
E intanto la “qualificante” piattaforma sindacale per il contratto, ogni giorno che passa vede uno a uno cadere tutti i punti basilari.
Se per la parte salariale, in ossequio all’accordo di maggio 2007 che sin dall’inizio abbiamo ribadito essere miserrima (11 euro lordi per tutto il 2006, 39 euro per il 2007 e circa 60 euro dal 31-12-2007), non si è mai smosso chiodo, sulle altre richieste che dovevano essere “la madre di tutte le battaglie” piano piano, giorno dopo giorno, trovando la controparte evidentemente irremovibile si è preferito, a fronte della mobilitazione dei lavoratori negli uffici, rimettere la gran cassa in soffitta, sino ad abbassare il profilo della sacrosanta protesta, per arrivare “sotto traccia” all’incontro probabilmente risolutivo del 25 febbraio.
E, quindi, anche i “grandi presidi” che erano stati precedentemente organizzati sotto l’Aran ed altre iniziative sono state cassate.
E, quindi, molto probabilmente dal tavolo contrattuale uscirà il disastro totale, forse con un leggero “addolcimento sperimentale” della detrazione per malattia, mentre per il resto – stabilizzazione del FUA in paga base e indennità di amministrazione pensionabile – registriamo l’ultima pericolosa proposta sindacale (che abbiamo trovato in un dispaccio confederale da libro Cuore), di mercanteggiare la stabilizzazione dell’indennità di amministrazione con altri sperequativi passaggi di fascia economica, forse per indorare la pillola.
Questo contratto e i contenuti che ne deriveranno sono irricevibili, e, dopo quasi 27 mesi di ritardo, l’alibi del governo che non c’è, ormai non regge più.
La responsabilità di quest’ultima beffa per il personale finanziario, lo diciamo chiaro, sono di un’amministrazione sempre più spavalda sulla strada dell’aziendalizzazione e della gestione privatistica (vedi le vicende ultime della procedura art. 18 all’Agenzia delle Entrate) e di chi insieme a loro ha creduto e appoggiato questa “trasformazione”.
Nessuno sconto alle organizzazioni sindacali che hanno sostenuto questo processo e che sigleranno il contratto.
Ma nessun alibi neanche a chi, dopo tanto bau bau, se la caverà con qualche firma “tecnica” o con qualche roboante nota a verbale.
Ci stiamo preparando al massimo di controinformazione tra i lavoratori contro la firma di un contratto catastrofico!

7 febbraio 2008

Non vogliamo un contratto al ribasso!


3 febbraio 2008

25 gennaio 2008

Riorganizzazione???!!!

RIORGANIZZAZIONE UFFICI CENTRALI???!!!
Circolano, oramai in maniera sempre più insistente, voci relative ad una presunta riorganizzazione degli uffici centrali dell’Agenzia delle Entrate. Si sa, spesso le voci anticipano processi realmente in itinere, e questa Amministrazione non è poi nuova a riorganizzazioni di cui i lavoratori sono venuti a conoscenza soltanto a giochi ormai fatti. Ma si tratta solo di voci? Già la finanziaria 2007, agli articoli 404 e seguenti, delegava ad appositi regolamenti il compito di avviare una riorganizzazione degli uffici di livello dirigenziale generale e non generale, con la conseguente riduzione delle relative dotazioni di organico. Ecco allora lo schema di regolamento di organizzazione del Ministero dell’Economia (allo stato attuale non ancora votato) che contiene elementi più che preoccupanti, e che, non a caso, richiama i suddetti articoli della finanziaria 2007. In particolare, tra le direzioni generali del Dipartimento delle finanze, sono previste: la Direzione della legislazione tributaria, della giustizia tributaria e della comunicazione istituzionale. L’articolo 16, comma 2, dello schema di regolamento prevede che la Direzione della legislazione si occupi, anche, di formulare risposte ad atti di sindacato ispettivo e di assicurare la consulenza giuridica. Alla Direzione della giustizia tributaria (articolo 16, comma 8) è attribuita anche la rilevazione statistica sull’andamento dei processi, nonché l’esame delle questioni di rilevante interesse. Si tratta, complessivamente, degli atti di interpretazione normativa, attualmente di competenza della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso. Ma ancora, il medesimo articolo, al comma 6, elenca una serie di attività (promozione della conoscenza del sistema fiscale, della normativa fiscale, della sua applicazione) attualmente di competenza della Direzione Centrale Servizi al Contribuente, che passerebbero alla competenza della Direzione comunicazione istituzionale, sempre in capo al Dipartimento delle Finanze. Alcune domande sorgono spontanee: se tale progetto dovesse passare che fine faranno i lavoratori che attualmente prestano servizio in queste Direzioni? Se Il Dipartimento attrarrà tali competenze, i lavoratori saranno trasferiti presso il Dipartimento uscendo dal CCNL delle Agenzie per transitare in quello dei Ministeri, notoriamente più svantaggioso dal punto di vista salariale e normativo? O peggio, se queste competenze dovessero essere svolte dal Dipartimento, con l’attuale organico a disposizione, cosa accadrebbe al personale di queste Direzioni? Si aprirebbe una mobilità coatta verso gli Uffici locali?
Certo, l’apertura della crisi di governo, potrebbe aprire nuovi scenari, ma tutti questi interrogativi destano legittimo allarme e preoccupazione tra il personale. Ci sarebbe molto da discutere sul comportamento dei vertici dell’agenzia, così disinteressati a risolvere la vertenza sul contratto (oramai scaduto da 25 mesi), e così solerti nell’avviare processi di riorganizzazione con inevitabili ripercussioni negative sul personale. Insomma, niente contratto per il personale finanziario, ma come ricompensa per il raggiungimento degli obbiettivi e la costituzione del c.d. tesoretto un bel processo di riorganizzazione!! Abbiamo sottoposto la questione all’interno della RSU, la quale, unitariamente ha presentato richiesta per ottenere dall’Amministrazione, la prevista informativa sindacale, di cui all’articolo 6 del CCNL. Invitiamo il personale a tenere alta l’attenzione sull’argomento; noi, come Cobas, ci impegniamo a vigilare su tutte le ricadute che tali processi potrebbe avere sul personale, sia dal punto di vista normativo che salariale.
COBAS AGENZIA ENTRATE UFFICI CENTRALI